Vaccino contro la febbre gialla – Perchè farlo e quando

La febbre gialla è l’affezione virale emorragica più rischiosa del mondo, addirittura perfino più grave dell’ebola, non tanto per la letalità (che è molto abietta e non raggiunge il 2%), quanto per la sua endemicità (il pericolo di infezione è perenne). La sua diffusione, riguarda soprattutto i territori dell’Africa e del Sud America. In questo articolo vogliamo in primis far luce sulla questione del vaccino contro la febbre gialla per chiarire meglio perchè è meglio farlo e quando.

La febbre gialla si contrae solo ed unicamente di giorno mediante l’iniezione di zanzare infette del tipo Aedes. Questo genere di malattia non si trasmette tra uomini, né per via aerea o sessuale e né venendo a contatto con i liquidi corporei dell’infetto. In seguito alla puntura di una zanzara infetta, avviene il cosiddetto periodo di incubazione, che nell’uomo può variare dai 3 ai 6 giorni. L’agente patogeno entra in circolo nei capillari e giunge nelle cellule del fegato, poi le distrugge e si dirama. Nella maggior parte dei casi, la febbre gialla non presenta alcun sintomo o comunque potrebbero presentare solo lievi sintomi come per esempio un fievole stato febbrile.

Purtroppo al giorno d’oggi non sono stati sperimentati farmaci antivirali per combattere il virus in questione. Sussiste tuttavia, un vaccino contro la febbre gialla che permette una valida immunizzazione e che garantisce una copertura di circa 10 anni. Gli unici a non poter essere vaccinati sono i bambini al di sotto dei sei mesi d’età e le donne incinte. Soltanto ed unicamente in caso di soggiorno in zone dove il rischio di essere contaminati dalla febbre gialla è cospicuo si potrà ponderare l’eventualità di vaccino contro la febbre gialla.

Gli obiettivi del vaccino contro la febbre gialla sono fondamentalmente due: cautelarsi dalla possibilità di contrarre la febbre gialla e ridurre il rischio di diffusione internazionale della malattia.